mercoledì 30 giugno 2010

Questo contratto chiamato educazione!


Tra scuola e famiglia intercorrono fortissime relazioni ed entrambe risultano inserite in un contesto fondamentale della società.

Per una scuola “democratica” è certamente auspicabile che la famiglia abbia un maggiore “potere”, che può intendersi anche solo come “potere partecipativo” ai consigli di classe, per esempio.

Fino a qualche decennio fa nella scuola vigeva un certo autoritarismo di coloro che erano dietro la cattedra e il rapporto con i genitori degli studenti era pressoché nullo, restando sempre fortemente distinti i due ambiti di educazione e di insegnamento che queste due realtà producevano.

Oggi la scuola e la famiglia sono consapevoli al 100% del proprio ruolo e hanno capito che per l’educazione e il bene comuni di figli/studenti è necessario partecipare equamente a questo contratto chiamato educazione, condividendo le responsabilità e gli impegni.

La scuola è luogo di riferimento e approfondimento sulle tematiche educative e la famiglia deve avere la possibilità di condividere i principi del patto educativo elaborato dall’universo della scuola.

martedì 22 giugno 2010

Incomprensioni tra scuola e famiglia? Un punto d’incontro è possibile e necessario.


Il rapporto tra la scuola e la famiglia, due microsistemi di certo utilissimi entrambi all’educazione dei ragazzi, non è sempre privo di disaccordi.

Soprattutto capita spesso di assistere ad un atteggiamento un po’ intrusivo dei genitori verso il duro lavoro degli insegnanti che, a loro volta, si possono sentire in qualche modo “minacciati” vedendo ridotto il loro campo d’azione.

Sicuramente un atteggiamento del genere da parte della famiglia è imputabile ad una scarsa fiducia del microcosmo famiglia nei confronti della scuola e ad una scarsa predisposizione ad integrarsi con essa a livello educativo.

Quando le incomprensioni sul piano educativo sono difficili da risolvere, sarebbe necessario cercare delle strategie comunicazionali per riprogettare e riportare l’ordine tra i ruoli, per fare chiarezza e stabilire fino a che punto sono ammessi i suggerimenti da parte dei genitori e il modo migliore per porli.

Inoltre internamente alla scuola si potrebbero organizzare dei percorsi per cercare di mediare tra le due parti tramite delle collaborazioni educative nell'orientamento scolastico dei ragazzi e tese all’approfondimento della conoscenza reciproca.

Il dialogo, il confronto, la valutazione delle emozioni e l’osservazione reciproca sono certamente un ottimo punto di partenza, senza però mai dimenticarsi che al centro di tutte le discussioni ci deve sempre essere la volontà condivisa di operare per l’educazione e la sana crescita dei ragazzi.

venerdì 18 giugno 2010

Il rapporto Scuola-Famiglia: collaborazione necessaria per l'educazione dei ragazzi


Per gli insegnanti il modo migliore per conoscere a fondo i ragazzi è certamente la possibilità di confrontarsi con i genitori. Perché questi due mondi educativi con cui il ragazzo si trova ad avere a che fare devono continuamente collaborare, stabilire un patto tacito attraverso il quale conoscersi e confrontarsi per costruire insieme il futuro dei ragazzi. I genitori devono sapere come si svolge il percorso di orientamento scolastico dei loro figli, mentre gli insegnanti devono poter conoscere i percorsi di studio e di vita che si attuano tra le mura domestiche.