mercoledì 10 novembre 2010

“Se la casa è vuota” è la solitudine che accoglie i ragazzi

scuola famiglia
“Se la casa è vuota” è il nuovo romanzo della scrittrice premio Campiello nel 91 Isabella Bossi Fedrigotti che indaga sul rapporto genitori/figli, un insieme di storie che, come ama definirle la scrittrice stessa, sono “rigorosamente inventate dal vero” e descrivono quelle che possono essere definite le problematiche dell’adolescenza: Lorenzo, bambino pieno di talento e curiosità che i genitori hanno deciso di normalizzare rendendolo un adulto pieno di complessi, Annalisa, bambina mai all’altezza delle aspettative della madre che si ritroverà un’adulta anoressica, e Paolina, figlia di divorziati che, lasciata a se stessa, sceglierà una strada fatta di droghe pesanti e un futuro difficile da ricostruire.

Non è certo un caso se la scrittrice punta il dito sui genitori riconoscendoli come maggiori colpevoli degli errori dei ragazzi, tutte queste storie, infatti, mettono in luce quanto i genitori abbiano un ruolo decisivo nel futuro dei propri figli e di come spesso sbaglino senza nemmeno accorgersene, responsabili perché assenti. È la solitudine il comune denominatore di queste storie, “la casa vuota” che non accoglie i ragazzi e li lascia soli con i loro problemi.